Può sembrare la propaganda di un referendum, in realtà è la domanda più frequente che mi viene fatta dai clienti, da chi mi segue sul blog e sui social.
In tantissimi si chiedono se ha senso sottoporsi ad interventi che correggono i disturbi visivi, se ne vale la pena, dove effettuarli, perché è necessario effettuarli e se ci sono delle controindicazioni…
Prima di rispondere “tecnicamente” esprimo il mio personale pensiero: credo che ognuno debba sempre cercare di migliorare le sue condizioni di vita e ora grazie all’innovazione possiamo raggiungere livelli ottimali, ovviamente senza accanirsi e rispettando eventuali limiti.
Quando si tratta di questi interventi che vanno a risolvere problemi legati alla miopia, all’astigmatismo e alla presbiopia, si fa riferimento alla “Chirurgia Refrattiva” che è in grado di rimodellare la superficie anteriore dell’occhio, ovvero la cornea, modificandone il raggio di curvatura, al fine di aumentare o diminuire il potere refrattivo della stessa. In questo modo si possono annullare i difetti di vista preesistenti grazie anche all’uso di laser ad eccimeri che emettono un fascio di luce coerente nello spettro ultravioletto, per vaporizzare qualche decina di micron (millesimi di millimetro) di tessuto corneale.
Tutto avviene con una precisione ed una ripetibilità assoluta, non ottenibili con altre metodiche. Questo è il vantaggio di poter utilizzare un laser collegato ad un software.
Tuttavia esistono altre tecniche chirurgiche che riguardano casi particolari in cui il laser non è indicato. Infatti, è possibile inserire lenti morbide pieghevoli all’interno dell’occhio per correggere anche i difetti di vista più elevati, con grande precisione e altrettanta soddisfazione.
[blockquote author=”” link=”” target=”_blank”]È chiaro che solo un’accurata visita associata a degli esami specialistici, può definire la soluzione ideale per ognuno di noi.[/blockquote]
La prima regola quindi è quella di affidarsi alla cura di centri specializzati in materia.
Il sogno di tutti coloro che hanno problemi visivi è svegliarsi e “vedere bene” senza affannarsi a cercare gli occhiali sul comodino. Oggi è un desiderio facilmente risolvibile con questi interventi, per i quali non esistono particolari controindicazioni.
In verità non tutti possono sottoporsi alla chirurgia refrattiva, per questo è necessario sottoporsi ad esami tipo pachimetria (misura dello spessore corneale), la mappatura della cornea e la valutazione del diametro pupillare nell’ambito di una visita oculistica preoperatoria.
Chi risulta idoneo ai test può scegliere tra diversi tipi di tecniche: interventi superficiali(come la PRK) o intrastromali (come la LASIK).
Queste due tecniche sono state considerate le procedure chirurgiche di riferimento e si sono dimostrate tecniche efficaci e sicure nella correzione dei vizi di refrazione, ma oggi si aprono nuove prospettive e possibilità rivoluzionarie per quanti desiderino correggere i propri difetti refrattivi.
Tale innovazione è possibile grazie all’utilizzo ed alla diffusione, nella pratica clinica, del laser a Femtosecondi. Si tratta di un modernissimo e velocissimo laser a diodi di ultima generazione che riesce ad effettuare, nella cornea sana, tagli di estrema predicibilità, precisione ed esattamente programmabili, riproducendo l’effetto di un bisturi luce che esegue un taglio 3D all’interno della cornea, scolpita e rimodellata in modo personalizzato in base alle esigenze visive del singolo paziente.
I laser a femtosecondi di ultima generazione, dotati di altissima frequenza e bassi livelli di energia, riescono ad ottenere superfici di taglio corneale altamente precise e regolari di profondità, estensione e direzione, perfettamente programmabili. La vera innovazione rispetto alle tecniche tradizionali PRK e LASIK che prevedono l’utilizzo del laser ad eccimeri, sta nel passaggio dal concetto di “ablazione” del tessuto al concetto di “estrazione del tessuto”. Il laser ad eccimeri, infatti, “abla” il tessuto corneale che viene distrutto e vaporizzato, a differenza del laser a Femtosecondi che, attraverso la procedura SMILE (Small Incision Extraction), scolpisce un lenticolo di tessuto all’interno della cornea sana, in seguito asportato modificando così la geometria corneale per correggere il difetto refrattivo.
Questa tecnica sta offrendo risultati molto interessanti, durevoli nel tempo e con pochissime complicanze post operatorie.
Io credo che la chirurgia refrattiva sia una tecnica fantastica per risolvere i problemi visivi e, al contrario di quanto si possa pensare, da ottico consiglio questa procedura, ovviamente in casi di un certo tipo. Come in tutte le cose, prima di prendere iniziative è importante valutare tutti gli aspetti, ovvero il tipo di difetto visivo (non mi sognerei mai di consigliare la chirurgia refrattiva ad un soggetto miope di due diottrie!), l’anatomia dell’occhio, la tipologia di tecnica e soprattutto il giusto oculista a cui affidarsi!


