Sarò ottimista, forse troppo, ma nel futuro io ci vedo tanto Made in Italy.
Vedo e percepisco una crescente voglia di recuperare qualcosa che si è perso. Non solo nel mondo degli occhiali, dove il mercato è stato violentato dal “Dio Profitto”, ma anche nell’abbigliamento, nell’artigianato e in generale in tutti i settori in cui si richiede la replicabilità degli oggetti in serie.
Sento la gente tornare ad essere pian piano padrona delle proprie scelte, o almeno ci sta provando, e questo è un grande segnale di ripresa. C’è una buona fetta di popolazione che ha deciso di non far influenzare più i propri acquisti da campagne di marketing massive, ma di dare spazio ai reali valori che trasmettono i prodotti.
Forse perchè adesso la scelta è vastissima o forse ancora perchè siamo alla continua ricerca di emozioni autentiche, sta di fatto che c’è un ritorno alle origini e questo favorisce tutto quello che è marchiato Made In Italy.
Io vengo da una famiglia di ottici e ricordo il pensiero di mio padre quando ero adolescente, lui era convinto che esisteva un vero e solo prodotto italiano e veniva realizzato a Cadore (località in provincia di Belluno), considerata la patria dell’Occhiale.
Poi l’industrializzazione e il management delle grandi aziende hanno distrutto anche questo angolo di paradiso, scegliendo di affidarsi a laboratori di migliaia di cinesi, piuttosto che all’arte e alla sapienza di chi vive il settore dell’eyewear come una vocazione.
Io quelle fabbriche italiane le ho viste, il motore propulsore di tutti i dipendenti era la tradizione tramandata e trasmessa. Sicuramente c’era meno marginalità da spendere per pagare il testimonial di turno o per sponsorizzare l’evento dell’anno, ma la qualità era una garanzia e tutta la nostra economia poteva beneficiarne.
Quindi, adesso che sono visibili questi segnali di cambiamento, sono felice e sento di promuovere questa ripresa a favore di una produzione esclusivamente Made In Italy.
Se siete d’accordo con me, condividete questo articolo… se ci crediamo possiamo cambiare il futuro.


