Come funzionano gli occhiali 3D | Nico Caradonna #OtticoDelWeb

#OtticoDelWeb – Come funzionano gli occhiali 3D?

Quanti di voi amano vedere al cinema i film d’azione con gli occhiali 3D? E quanti hanno già a casa un televisore per godersi una visione stereoscopica delle immagini?

Sicuramente tantissimi, perchè trovarsi faccia a faccia con un mostro o vedersi piovere polpette sul viso è molto più emozionante rispetto ad una visione statica delle cose.

Ma come funzionano?
L’occhio umano ha una conformazione perfetta per la visione 3D e la distanza tra i nostri occhi (circa 6,5 cm), svolge un ruolo fondamentale nella visione 3D. Infatti i film in 3D si basano sulla capacità naturale dei nostri occhi di vedere immagini differenti.

È impossibile quindi vedere immagini tridimensionali con un solo occhio perché il nostro cervello deve fondere due immagini dissimili affinché possa percepire un’immagine tridimensionale. È in questo modo che siamo in grado di percepire la profondità e la distanza da prospettive differenti.

I film in 3D in televisione o sullo schermo del cinema, tentano di ingannare il cervello imitando la sofisticata tecnologia dei nostri occhi. Questo funziona solo ed esclusivamente se la telecamera o la macchina da presa registrano due immagini parallele a una distanza esatta di 6,5 centimetri l’una dall’altra. Tutto ciò potrebbe sembrare complicato ma questa tecnologia esiste da circa 150 anni. Queste immagini sono anche dette fotografie stereoscopiche. I film in 3D sono il passo successivo nello sviluppo di questa tecnologia.

Per poter godere appieno dei film in 3D è necessario disporre di un mezzo, ovvero delle lenti speciali che consentano la percezione tridimensionale delle immagini proiettate da uno schermo.

Occhiali con lenti polarizzate
In questo caso gli occhiali montano due lenti polarizzate diverse e lo schermo trasmette onde di luce orizzontali e verticali. I due diversi filtri degli occhiali 3D trasmettono solo un tipo di onda di luce per lato, per questo l’occhio destro vede solo le onde di luce polarizzate verticalmente, mentre l’occhio sinistro vede solo le onde di luce polarizzate orizzontalmente. Nel momento in cui il cervello processa le due immagini, siamo in grado di vedere in 3D.

Tuttavia, poiché gli occhiali bloccano una grande quantità di luminosità, lo schermo deve emettere una luce molto brillante affinchè si possa avere una buona qualità delle immagini. Inoltre, per poter funzionare perfettamente è necessario mantenere la testa dritta altrimenti la polarizzazione non coincide con la proiezione del video con conseguente scarsa qualità delle immagini e frequenti mal di testa.

Occhiali con lenti attive
Nel secondo caso, gli occhiali sono dotati di lenti a cristalli liquidi che si scuriscono prima su un occhio e poi sull’altro. Questo processo avviene molto rapidamente, fino a 300 volte al secondo, a seconda del modello del televisore. Le diverse immagini per l’occhio destro e per l’occhio sinistro vengono proiettate su uno schermo in sincronia con la rapida apertura e chiusura alternata della lente destra e della lente sinistra degli occhiali. Esistono anche occhiali a lenti attive per vedere immagini in 3D sul computer. Lo svantaggio è che con determinati tipi di luce, ad esempio la luce di lampade fluorescenti, potrebbe verificarsi un tremolio dell’immagine.

Questo tipo di occhiali vengono chiamati anche shutter glasses ed offrono una qualità della percezione migliore anche se non eliminano il problema del mal di testa per alcuni soggetti.

Concludendo, sappiate che la visione 3D è fortemente influenzata dalla vostra percezione visiva. La migliore proiezione non sarà mai soddisfacente se non avrete compensato perfettamente il vostro difetto visivo. E’ per questo che consiglio sempre di usare occhiali graduati o lenti a contatto per garantirvi il meglio dell’esperienza virtuale e per poter schivare polpette che piovono dall’alto!

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Nico Caradonna

Nico Caradonna

Ottico, Ortottista e Blogger. Nel mio negozio sperimento tecniche di marketing per l'ottica e sul mio blog le racconto.

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