Ritrovarsi e ripartire insieme da MIDO

Una scatola di cioccolatini, una candela profumata ed un quaderno romantico per gli appunti.

Un bel po’ di occhiali nuovi da portare in negozio e qualche idea da testare nei prossimi mesi.

Una serie di baci e di abbracci autentici.

Il mio Mido è stato tutto questo.

Non ho visto l’affluenza che mi aspettavo ma dopo due anni di pandemia posso dire che stiamo ripartendo, sul serio.

Questa è una buona notizia per tutti.

Partiamo dal principio, dalla mia sveglia alle 3.55 di domenica 1 maggio. Che botta ragazzi. Però non ho potuto far di meglio perchè trovare soluzioni di viaggio da Bari per Milano è sempre complicato, indipendentemente dall’evento. E’ una città che richiama davvero il mondo per una serie di circostanze.

Ma torniamo al mio Mido. Arrivato in fiera alle 9.10 ho pensato subito di andare al MORE, per me sempre un luogo che mi crea grande curiosità.

Ho girato tanto e l’ho osservato attentamente in compagnia di mio fratello Ale e Silvia.

L’ho trovato ampliato e bello (soprattutto per gli spazi ben curati ed ampi) ma anche con meno sorprese a livello di nuovi concetti di design. Lo so, sono il solito che cerca (e pretende) sempre di più ma non riesco ad accontentarmi.

E mai accadrà.

Quest’anno sono rimasti fuori molti brand (per scelta). Sono stati organizzati tanti eventi privati che spiegano un cambio di strategia per chi distribuisce o produce occhiali.

E’ un po’ la conseguenza di quello che abbiamo vissuto negli ultimi 5-10 anni. Non penso si possa dare la responsabilità alla pandemia, non sarebbe corretto. Penso sia più la logica conseguenza di un processo di differenziazione fra gli operatori.

Ho la sensazione che in molti abbiano iniziato ad allontanarsi dagli eventi fieristici, in particolare da quelli che non hanno mostrato evoluzioni nel tempo. Per esser più preciso, credo che in molti non si sentano più nel luogo giusto, per questo hanno deciso di spostarsi in location più esclusive e realizzate su misura secondo i propri valori.

Personalmente sono a favore degli eventi fieristici perchè credo molto nella potenzialità di una condivisione “allargata” ma comprendo perfettamente le necessità di chi ha scelto di andare fuori. Forse è arrivato il momento di comprendere che non basta più uno stand, quindi un luogo in cui esporre un prodotto. Siamo nell’epoca dell’esperienza, bisogna capirlo una volta per tutte.

Tornando alla mia visita in fiera, fra le cose belle viste, ho portato a casa un progetto nuovo che si basa sulla fusione di un’esperienza visiva e uditiva. In pratica degli occhiali con cui puoi andare in giro vedendo bene e ascoltando nitidamente la tua canzone preferita dei Nirvana, senza essere però isolato dal mondo. Non è poco. Il progetto è interessante e ne parlerò nelle prossime settimane nelle mie stories di Instagram.

La mia visita è andata avanti incontrando moltissimi di colleghi, per lo più giovani e mai visti fuori dai social. Devo dire che sono stati tutti affettuosi e simpatici e competenti.

Quando sono partito nel 2012 col mio lavoro sul digitale collegato al blog, praticamente mi sentivo solo. Non è stato bello, per niente. Avevo bisogno di un confronto, di un minimo di feedback, ma ho ricevuto solo rotture di scatole da qualche haters che nel mio percorso non sono mai mancati.

Scoprire ragazzi volenterosi e competenti, più piccoli di me (ed anche tanto, ahimè!), mi ha fatto estremamente piacere. Adoro questo fermento, amo questo mettersi in gioco nonostante qualche dinosauro del settore cerchi ancora di lottare su qualche bacheca… contro chi sta provando a dire educatamente la sua in ambito marketing.

Purtroppo i dinosauri non si evolveranno mai. Ma sappiamo che prima o poi il loro mindset si estinguerà perchè rimarranno attaccati a dinamiche da preistoria e poco funzionali alla crescita del nostro settore.

Non sarà semplice attraversare questa fase di cambiamento ma so che possiamo farcela, tutti. Sì, mi ci metto anche io in mezzo anche se non sono più giovanissimo.

E sapete perchè? Sono un sognatore. Sono un romantico nella vita e nel lavoro. In questi mesi ho riconosciuto amore e passione per l’ottica in molti profili Instagram tra cui quelli di Andrea Astarita, Viviana Di Censi, Marko Jablanovic, Chiara Occhiuto, Chiara Salò e tanti altri che spero di incontrare alla prossima occasione.

A proposito, il 22 maggio sarò al congresso ADOO a Matera. Chi incontrerò? Sarò relatore per la prima volta in un evento così importante nel nostro settore. Non vi nascondo che sono abbastanza emozionato sin da ora. Forse perchè parlerò di un argomento complesso ma sempre legato ai miei temi preferiti, il marketing e la comunicazione. “Meta-ottico oppure ottico a Metà? La sfida per l’ottico moderno è già iniziata” è il titolo che ho scelto. Vi aspetto.

Tornando a Mido, voglio dire anche che gli spazi comuni sono stati davvero ben curati. Ogni “piazza” di condivisione l’ho trovata interessante e poi, quella piscina di palline mi ha fatto ridere tantissimo. Molti miei colleghi si son lanciati in tuffi vari, io non ci sono riuscito… ma non nascondo di averci pensato! 😀

E’ stato importante esserci, in giro per i vari padiglioni. E’ stato un segnale bellissimo per la nostra voglia di riprenderci tutto il bello che il nostro settore merita. Per questo, da ottico, ringrazio tutte le persone che hanno lavorato per questa edizione di Mido.

Adesso è tempo di tornare al lavoro in negozio e per quanto mi riguarda anche quello di pensare al prossimo appuntamento di SILMO tra cinque mesi. Quest’anno sarà ancora più bello esserci perché il progetto di storytelling “Parole di SILMO” condiviso con la mitica Franca Bochicchio di Radio Ottica sarà ancor più articolato.

Vi racconteremo in questi mesi, intanto iniziate a cercare un volo per Parigi il 23 settembre e collegatevi al canale Telegram di Ottico del Web per seguire tutti gli aggiornamenti. Lo trovate cliccando qui.

Ci vediamo a Matera!

 

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Nico Caradonna

Nico Caradonna

Ottico, Ortottista e Blogger. Nel mio negozio sperimento tecniche di marketing per l'ottica e sul mio blog le racconto.

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